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Anno: VIII: 2012/2013
Numero: 36
del 23-03-2013
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Guardare verso la direzione giusta
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 Il tempo passa in fretta e tutti i momenti e gli attimi che abbiamo vissuto insieme alle persone a cui più teniamo finiscono. A lungo andare è come se non li avessimo mai vissuti. E non ci vuole molto a dimenticare che cosa li aveva resi speciali. Per alcuni però questo non vale, e sfogliando la mia agenda alcuni mesi addietro  ho trovato esperienze che     sopravvivono allo scorrere del tempo. Ultima tra queste i cinque giorni del campo estivo ad Assisi organizzato dalla pastorale giovanile dei frati minori d’Abruzzo. Il tema di quest’anno è stato “credito infinito”, ed effettivamente la forza e la carica che questo  campo ci ha dato la portiamo ancora dentro. Significativa è stata la scelta del luogo, Assisi, il punto di inizio di due personaggi d’eccezione Chiara e Francesco. Cinque giorni non sono molti per respirare l’atmosfera di gioia e di condivisione che ogni campo crea attorno a sé, ma bastano per darti uno stimolo, uno spunto, una possibilità di scelta  che inizia nel momento in cui ricevi il volantino e accetti di partecipare. Ogni campo è un’incognita, il messaggio è diverso e non sai mai cosa aspettarti, ma siamo certi che non riservi delusioni. Anche quest’anno è stato così. Nel corso delle cinque giornate abbiamo visitato la maggior parte dei luoghi francescani. Ogni giorno una meta, una catechesi, e un momento in cui eravamo noi concretamente a restituire quello che ci era rimasto dentro di quella giornata. La prima tappa è stata la chiesa di San Damiano, una chiamata per noi proprio  come lo fu per Francesco, e un invito a guardarci con occhi diversi:  gli occhi di Dio. Il giorno dopo, in Porziuncola  durante la penitenziale abbiamo riflettuto sul nostro tempo, su come lo usiamo, su come vorremmo e dovremmo usarlo prendendo spunto anche dalla visione di un film “Cambia la tua vita con un click”. Abbiamo vissuto insieme il momento della penitenziale, il momento del perdono e del dialogo più profondo con  Dio, perché personale ed unico. Abbiamo avuto la possibilità di ascoltare anche la testimonianza diretta di una suora francescana, per capire in cosa consistesse una scelta così radicale e profonda analoga a quella compiuta da Chiara e Francesco. Per capire che richiede una grande dose di coraggio e di fiducia in Dio, ma che non è impossibile e soprattutto non è solo “da santi” ma semplicemente da uomini e donne, ragazzi e ragazze che vogliono rendere straordinaria la loro vita, e se ci pensate che cosa si potrebbe volere di più? Le serate erano animate da giochi e attività di ogni genere, con l’obiettivo primario di farci formare un unico grande gruppo, in grado di mettersi in gioco, di riflettere e di trovare delle risposte a quelle che erano le domande della giornata. All’inizio del campo siamo stati divisi in quattro diverse squadre, ma solo alla fine abbiamo capito che l’unica possibilità per vincere era mettere da parte i nostri particolarismi e formarne una sola. I cinque giorni a disposizione sono passati, troppo velocemente forse. Ma c’è qualcosa che a distanza di tempo, di mesi , di anni, resta ancora. Il messaggio che ci è stato dato. Quello che ci parla dell’amore di Dio, della gioia, della speranza. E sapete perché lo ricordiamo ancora? Perché per noi è tanto importante anche se l’abbiamo ascoltato distrattamente, o annoiati? Perché non sono state solo parole, quelle le avremmo presto dimenticate, ma sono stati esempi concreti di amicizia, di condivisione, di contatto con altri ragazzi pieni di dubbi e di problemi come noi, con altri ragazzi che avevano deciso di cercare una soluzione mettendo il cuore e l’orecchio a disposizione di qualcuno che di cose ne aveva da dire, ed erano tutte meravigliose. Ed ecco perché questi momenti non li dimentichiamo, perché  sono esperienze concrete,  speciali che abbiamo vissuto e che ci sono serviti e ci serviranno d’ora in poi come delle istruzioni per l’uso, con le quali condurre la nostra vita per il verso giusto. La prova che non ce ne siamo dimenticati è stata la rimpatriata organizzata domenica 26 settembre. Spinti dal desiderio di rivederci e di divertirci di nuovo insieme, noi ragazzi abbiamo organizzato una giornata in cui abbiamo provato ad invertire le parti e a diventare un po’ animatori anche noi. E sotto l’ombra di un aquilone fatto volare sul mare, affianco agli amici e ai nostri compagni di viaggio, o forse dovrei dire di campi, ci siamo accorti che non  ci vuole molto a essere felici e soddisfatti, basta solo guardare verso la direzione giusta.

 

Carla Ingelido

 


20-10-2010

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